LA STORIA DEL CLUB

 

 

PRIMI GRUPPI ORGANIZZATI

La presenza di tifosi granata a Milano, riscontrabile fin dai primi anni di attività del Football Club Torino, subisce un netto incremento nell’epoca d’oro dello squadrone di Ferruccio Novo. Il Grande Torino conquista i milanesi, e suscita ammirazione anche tra i tifosi di Milan e Inter; alcune squadre minori (tra cui il Cologno, compagine dell’hinterland) adottano il granata come colore sociale. È proprio a San Siro che il Grande Torino disputa l’ultima gara di campionato: uno 0-0 contro l’Inter che mette al sicuro il quinto scudetto consecutivo. Il pareggio in casa nerazzurra concede un drammatico “via libera” alla trasferta di Lisbona, che porterà alla tragedia di Superga: se il Toro avesse perso contro i nerazzurri, l’amichevole contro il Benfica sarebbe quasi sicuramente saltata.Dopo Superga, molti tifosi granata di Milano e Lombardia restano vicini alla squadra. E, quando viene lanciata la cultura dei club di tifosi, la metropoli ambrosiana sceglie di fondare un gruppo organizzato. Sono i “Fedelissimi Milano”, sorti non molto tempo dopo la tragedia di Superga e già attivi nel campionato 1951/52. Risale proprio a quella stagione l’appello, firmato Fedelissimi Granata (di Torino, ovviamente), ai club omonimi fondati in altre città. Ecco il testo: «Il Gruppo Fedelissimi ringrazia vivamente i Fedelissimi di Milano, Como, Acqui e di tutte le altre Città, che intervennero numerosi e con acceso spirito granata alle partite esterne. Li prega voler prendere contatto epistolare inviando nomi ed indirizzi».Il panorama associativo milanese si arricchisce con la fondazione di una nuova associazione di sostenitori: ai Fedelissimi del presidente Nugnes si aggiunge, infatti, il Gruppo Granata. I due raggruppamenti procedono appaiati. Fino a quando, da Torino, giunge un input particolare, che avrà un influsso determinante sulla nascita dell’attuale club milanese.

LA FONDAZIONE DEL CLUB

Torino, 1965: dalla fusione tra il “Granata Club” e il “Gruppo Fedelissimi Granata” sorge il Torino Club. La decisione ha ripercussioni anche sulle altre città in cui sono attivi gruppi di supporter granata. Compresa Milano che, come abbiamo visto, può contare su un raggruppamento di supporter fin dal campionato 1951/52. Così, nella metropoli ambrosiana nasce un nuovo club, che raggruppa gran parte degli iscritti a gruppi ufficiali di tifosi. Il suo nome è semplice semplice: Torino Club Milano. Nel primo regolamento interno del nuovo raggruppamento si legge: «Anche a Milano è sorto, in data 13 settembre 1965, il “Torino Club”, e si è subito affiliato alla sede principale di Torino. Esso è stato fondato da sostenitori dell’A.C. Torino già militanti nel “Gruppo Granata” di Milano».

Primo presidente del club è Angelo Muccinelli, già leader del Toro Club di Verona e coordinatore delle aggregazioni di tifosi operanti nel Veneto. Il direttivo del club decide di perseguire gli scopi classici di un’aggregazione di tifosi. Con un’aggiunta. Tra gli obiettivi del nuovo Torino Club Milano c’è, infatti, anche l’avvicinamento ai soci “superstiti” del Gruppo Granata (che, pur decurtato nel numero degli iscritti, prosegue la propria attività) e la creazione di un club unico a Milano. Un obiettivo che negli anni, e non senza fatica, verrà raggiunto.

DEDICATO A GIGI

Il 15 settembre 1967, dopo un breve periodo di allontanamento dalla poltrona di primo tifoso del club, Muccinelli torna alla presidenza, coadiuvato dai vicepresidenti Tullio Liberati e Giovanni  Certosino,  mentre i segretari sono addirittura due: Bruno Fregoli  e Ileana Piazzani. Nel consiglio direttivo siede anche Vittorio Mancini, che sarà presidente del club negli anni ’80. Le votazioni dell’estate 1967 sono le ultime organizzate sotto la denominazione di Torino Club Milano. Infatti, a un mese esatto dalla riunione, scompare a Torino il grande Gigi  Meroni, travolto da un’autovettura in Corso Re Umberto. Sgomenti, i granata milanesi indicono un’assemblea straordinaria, per ricordare il grande fantasista lombardo e dedicargli il club. La riunione si tiene, in un atmosfera surreale, il 28 ottobre. I soci decidono, all’unanimità, di «dedicare il Torino Club di Milano al grande campione granata recentemente scomparso “Gigi Meroni”, con decorrenza 1 novembre 1967. Il successivo 18 novembre, per motivi logistici, il club lascia la sede storica, situata in Via Voghera (zona Porta Genova) per portarsi nei pressi di Città Studi. Il “Gigi Meroni” di Milano diventa il faro del tifo granata milanese, e assorbe gradualmente l’altro club che opera in territorio cittadino. I suoi iscritti affollano il Comunale in occasione di ogni partita casalinga; alcuni di essi seguono costantemente il Toro fuori casa.

IL PREMIO

I soci del club decidono anche di assegnare un premio intitolato a Gigi Meroni e riservato al miglior giocatore della stagione precedente. Le premiazioni, inizialmente tenute alla “Terrazza Martini” (locale panoramico nel cuore della città), diventano un evento importante della vita dei club granata, e portano a Milano giocatori di grande valore. Il primo vincitore del “Trofeo Gigi Meroni” è Nestor Combin. Il celebre La Foudre, che ha onorato la memoria dell’amico Gigi con una tripletta nel derby giocato appena una settimana dopo la morte della Farfalla Granata, riceve il riconoscimento del 1969, relativo alla stagione 1967/68. L’albo del premio vede spiccare campioni che hanno lasciato il segno nella storia granata: dal 1967 al 2002 verranno premiati giocatori del calibro di Giorgio Ferrini,  Aldo Agroppi, Luciano Castellini, Paolo Pulici, Claudio Sala, Beppe Dossena, Gigi  Danova, Leo Junior, Antonino Asta.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI CLUB

il Torino Club “Gigi Meroni” Milano stringe presto rapporti con altri club, soprattutto lombardi. Gli archivi del club conservano frammenti di un carteggio tra i due gruppi di tifosi, in cui si pianificano i termini di una futura collaborazione. Il 31 ottobre 1967, invece, una circolare comunica ai soci la costituzione del Toro Club Parabiago, presieduto da Emilio Bianchi. Ma il “Gigi Meroni” non si limita a coordinarsi con altri club, ma fonda in proprio nuove sezioni. È del 15 febbraio 1974 lo start up delle delegazioni di Rho e Cornaredo. Non mancano anche prese di posizione autonome, in contrasto con iniziative di altri club o di aggregazioni di club. Il 22 febbraio 1974, il “Gigi Meroni” invia alla stampa un comunicato in clamoroso dissenso con il Centro Coordinamento e con alcuni importanti gruppi del tifo granata (Fedelissimi e Stella Granata). La materia del contendere è la contestazione ai giocatori, intrapresa in modo piuttosto vibrante dal Centro Coordinamento. Con il comunicato del 22 febbraio, i granata milanesi se ne dissociano con toni netti, difendendo il principio del “sostegno a oltranza” ai giocatori che vestono la maglia granata.

IL CONSOLIDAMENTO

Quando, nell’ottobre del 1974, la presidenza del “Gigi Meroni” passa a Tullio Liberati, il club ha ormai raggiunto la piena maturità. Il libro soci si allunga sempre più, le premiazioni alla Terrazza Martini si impongono come eventi-clou per la tifoseria granata e le trasferte in pullman sono sempre più frequenti. Intanto, si sta formando pezzo per pezzo la squadra che porterà al Toro uno scudetto 27 anni dopo Superga. Al club, la stagione del trionfo è caratterizzata da un cambio al vertice, sancito dalle votazioni dell’ottobre 1975. L’assemblea sancisce la vittoria del “gruppo di Cologno”, formato da tifosi granata che provengono dalla località dell’hinterland milanese situata al confine nord-orientale della metropoli. Ai tifosi di Cologno spettano le cariche di presidente (assegnata a Piercarlo Nava) e vice presidente (a cui viene cooptato Roberto Piantanida); segretario è, invece, Graziano Gigli, coadiuvato dalla vice segretaria Esther Armellini. È con questa leadership che il Toro Club “Gigi Meroni” di Milano affronta la memorabile stagione 1975-76. Una stagione che si conclude con la conquista dello scudetto. Per recarsi allo stadio il giorno del trionfo, il club decide di optare per una carovana di macchine. Così, l’autostrada Milano-Torino si trasforma in un mare di colori granata, ingrossato dalle autovetture e dai pullman che affluiscono dai vari caselli disseminati sul percorso. Al ritorno, festeggiamenti in Piazza del Duomo. Capitan Valentino, il tuo Toro è tornato in alto. E i tuoi tifosi festeggiano. Anche sotto la Madonnina.

GLI ANNI '80

Tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 entra al club una nuova generazione di tifosi: quelli che hanno vissuto lo scudetto o gli anni immediatamente successivi in giovanissima età. Il forte afflusso di teenager spinge il club ad affidare la responsabilità del gruppo giovani a un consigliere particolarmente carismatico: Giuseppe Mastromarino, chiamato affettuosamente con il diminutivo “Mastro”. Il dirigente è noto per la sua generosità, ma anche per essere in grado di recepire il linguaggio dei ragazzi. Così, diventa la guida indiscussa di una nidiata di giovani, molti dei quali affollano tuttora gli stadi dove è impegnato il Toro. La nomina di Mastromarino a responsabile del gruppo giovani si concretizza nel 1981. Nello stesso anno viene eletta segretaria la giovanissima Brunella Zilioli, che negli anni si imporrà, per dedizione e carisma, come leader del club. Con un ruolino di tutto rispetto, che la vede segretaria fino al 1989, e ancora dal 1999 fino a oggi, è la socia del club che ha mantenuto più a lungo una carica direttiva. Nel 1982, e precisamente il 10 ottobre, il presidente Mauro Pirondi “illustra le modalità dell’azionariato popolare indetto dalla Società”. È il preludio all’acquisto di una quota del Torino, a nome del club. L’operazione si concretizza pochi mesi dopo: il 4 febbraio 1983, il club, nella persona del presidente Pirondi, e 19 soci a titolo individuale, sottoscrivono un’azione nominale di 100.000 lire ciascuno. Il 25 novembre, il club decide nuove spese: 495.000 lire per un nuovo striscione (ma alla spesa concorrono, il consiglio, per 135.000 lire, e alcuni soci, per 80.000 lire) e 182.000 lire per la sponsorizzazione della squadra di biliardo del Torino Club “Gigi Meroni” Milano. Il club organizza anche una propria squadra di calcio, che conosce un momento particolarmente felice durante la presidenza di Vittorio Mancini (dal 1985 al 1989): la squadra del club affronta selezioni di tifosi rossoneri e nerazzurri, spesso con successo. Rotonda la vittoria in un derby: allo stadio di Sedriano, il “Gigi Meroni” surclassa uno Juventus Club della zona. Il decennio si chiude con il debutto del nuovo striscione, che è lungo 12 metri e porta la dicitura “Milano Granata Gigi Meroni”. Lo stanziamento di 300.000 lire per lo striscione viene deliberato il 15 dicembre 1989.

L’ERA PIANTANIDA

Il 28 settembre 1990, su richiesta di Maurizio Giuseppe Montagna e Roberto Dell’Accio, entrati nel direttivo il 3 novembre 1989, si svolge una riunione straordinaria del consiglio. Argomento: il meccanismo per l’elezione del presidente.  Richiesta dei due consiglieri: il ritorno dell’elezione del presidente a suffragio universale e l’abbandono del sistema che prevedeva l’elezione diretta del direttivo, ma la scelta del presidente a cura del consiglio neo-nominato. La proposta viene approvata all’unanimità. Così, il 26 ottobre 1990, l’assemblea generale vota alla presidenza Roberto Piantanida, già consigliere storico e vicepresidente a più riprese. Vicepresidente è Marcello Peverini, mentre al segretariato viene cooptata Mara Baratti. Si apre l’”era Piantanida”, mentre, per il Toro, inizia un crescendo che porterà le maglie granata alla sfortunata finale di Coppa Uefa. Per il direttivo del club, il percorso verso Amsterdam rappresenta anche un grande sforzo organizzativo, per consentire ai soci di seguire le varie trasferte con ogni mezzo (pullman, treni o aerei) e procurare tagliandi di ingresso per le partite, casalinghe ed esterne. Durante l’anno che porta il Toro alla finale, la Milano granata è rappresentata da suoi tifosi in ogni incontro, interno o esterno, di Coppa Uefa. Nell’agosto del 1993, il “Gigi Meroni” - Milano è presente in forze a Washington per la finale di Supercoppa: guidato dal presidente Piantanida, dal vicepresidente Montagna e dal vulcanico consigliere Giancarlo Banfi, il “Meroni” è il Toro  club maggiormente rappresentato, per numero di iscritti presenti allo stadio, sugli spalti del Robert Kennedy Stadium. Il 31 dicembre 1993 si apre uno dei periodi più tragici della storia del club: scompare a Padova Giuseppe Mastromarino. La morte dello storico leader dei giovani è un vero choc per gli amici e per i soci del club. Durante una fredda giornata di gennaio, “Mastro” viene portato al luogo dell’ultimo riposo terreno davanti a una folla imponente. Alcuni soci indossano sciarpe o giacche granata, per salutare un “dirigente esemplare e insostituibile amico” con i colori che ha sempre amato. A Mastro saranno dedicati la sezione giovani del club, un nuovo striscione e un premio (il “Premio Giuseppe Mastromarino”, appunto), assegnato a un esponente del mondo granata (tifoso, giocatore, tecnico o dirigente) che si sia distinto per attaccamento alla squadra. Il campionato 1996/97 è, invece, l’ultima stagione che i granata milanesi trascorrono al Bar Pappolla, che per lungo tempo aveva ospitato il quartier generale del club. Dopo la chiusura del bar di Via Rovetta, il club cerca una nuova sede, che identificherà nel Rafting Bar di Via Padova. La presidenza Piantanida dura per ben nove anni: dal 26 ottobre 1990 al 15 novembre 1999. In questa data, la presidenza è assunta da Montagna, che la conquista per un solo voto di scarto; il vecchio leader, oltre a mantenere la vicepresidenza, viene acclamato (su proposta dello stesso Montagna) presidente onorario a vita. Durante l’ultima votazione del millennio torna al segretariato Brunella Zilioli. Presidente e segretaria verranno poi confermati alle votazioni del 2002 (le prime contraddistinte anche dall’elezione diretta del segretario) che passeranno agli annali per l’approvazione del nuovo regolamento interno.

L'ERA MONTAGNA

Da Malmoe a Zurigo, da Nantes a Madrid e Amsterdam, da Mosca a Highbury Park, fino al “Madrigal” di Vila-Real: il Toro Club “Gigi Meroni” Milano si presenta ovunque. Le vicende, culminate con l’era cimminelliana, non riescono a scalfire l’attività del club: nonostante un calo fisiologico dovuto alla peggior dirigenza della storia, il “Gigi Meroni” riesce a tenere le sue riunioni, a organizzare trasferte e a procurare biglietti. A differenza di altri club, costretti dagli eventi cimminelliani a chiudere i battenti, i granata meneghini resistono. Anzi: l’inaugurazione della nuova sede, situata in Via Palanzone, vede la presenza di moltissimi soci festanti. Il club resiste, ben saldo in sella, dunque. Anche dopo il fallimento, il Lodo e l’agosto caldo del 2005. Così, pur in condizioni molto difficili, il club riesce a gestire in modo puntuale la campagna abbonamenti 2005-2006. La stagione vede accrescere in maniera esponenziale i soci del club: almeno come numero di iscritti, sembrano tornati i bei tempi di Pianelli. Il club decide di aderire alla campagna di sensibilizzazione pro-stadio indicendo un premio particolare, intitolato al Conte Rosso, il mitico pullman del Grande Torino. Il riconoscimento premierà l’iscritto al club più presente in trasferta con un trofeo simbolico: un biglietto per una gara esterna nel campionato 2006-2007. Nel febbraio 2006, il club cambia il suo consiglio direttivo. L’assemblea conferma nuovamente Montagna presidente, mentre Brunella Zilioli resta segretaria, si conferma il consigliere più votato e diventa anche vicepresidente vicario. Il premio “Gigi Meroni” viene, invece, assegnato a Ricky Vailatti, per l’attaccamento alla maglia dimostrato durante l’agosto 2005.

IL NUOVO CORSO

Quella 2006/2007 è la stagione del cambiamento. Non solo per il Torino, che ritorna finalmente tra le grandi del calcio dopo la vittoria nell’emozionante finale playoff col Mantova, ma anche per il “Gigi Meroni”. Dopo alterne vicissitudini, lo scontento che serpeggia in un largo numero di iscritti per la gestione del club – troppo concentrata nella figura del Presidente – spingono Maurizio Montagna a indire il 16 marzo 2007 un’assemblea straordinaria. Sarà la prima di tre infuocate e interminabili riunioni, in cui sarà sfiduciato l’intero Consiglio direttivo in carica, votato ed emendato il nuovo statuto interno ed eletto il nuovo Direttivo.
Sono molte le novità introdotte nello statuto: la principale consiste nel ridimensionamento dei poteri del Presidente, che passa da soggetto decisionale a rappresentativo. I poteri, quindi, spettano interamente al Direttivo che potrà esercitarli attraverso le nuove sezioni operative gestite dai suoi consiglieri. Nascono così le sezioni Segreteria e Tesoreria, Comunicazione, Attività, Stadio, Merchandising e la sezione Giovani, intitolata all’indimenticabile Giuseppe Mastromarino.
Il 18 aprile si riunisce per la prima volta il nuovo Consiglio Direttivo che elegge all’unanimità Ivano Falzone a Presidente e l’inossidabile Marcello Peverini a suo vice, sancendo – in questa maniera – un’effettiva continuità con la storia del club. Durante questo lungo e critico mese il buon senso e la responsabilità dei soci permettono non solo di evitare spaccature e scissioni, ma soprattutto di continuare a seguire e sostenere il Toro, che proprio in quella stagione festeggia il suo primo secolo di vita.
I profondi cambiamenti avvenuti fanno immediatamente da propulsore a una maggiore partecipazione da parte dei soci alla vita del club, caratterizzata sempre più dal moltiplicarsi di iniziative interne ed esterne. In questa direzione il Club, dopo una lunga pausa, torna a garantire il servizio pullman; sceglie il nuovo logo del “Gigi Meroni”; rivitalizza il proprio sito internet; partecipa alla marcia per il Filadelfia promossa dal Torino Fc; organizza partite di calcio a 7 attraverso i soci interni, informa i soci sugli eventi legati al Torino Fc e organizza il primo pranzo sociale del post-Montagna.
La stagione 2006-07 è però funestata, a livello nazionale, da numerosi eventi che incidono profondamente sul tessuto delle tifoserie organizzate e, indirettamente ma in modo altrettanto pesante, sulle strutture dei club.
Da una parte, le norme restrittive sugli striscioni, che vedono il Gigi Meroni aderire alla scelta, sofferta, di non chiedere permessi per esporli. Al Comunale-Olimpico, sparisce ogni segno visibile del club, che però è presente in forze nel cuore pulsante del tifo granata.
Dall’altra, le nuove norme sulla reperibilità dei tagliandi delle partite, specie quelle in trasferta, che penalizzano notevolmente le possibilità di organizzare, e dunque di aggregare, i tifosi al seguito della squadra.
Nonostante ciò, la stagione vede una crescente presenza del club sia in casa che in trasferta, culminata nella memorabile, per motivi diversi, trasferta salvezza di Roma.
L’anno successivo vede il progressivo crescere delle presenze allo stadio, nonostante una relativa diminuzione degli abbonamenti prodotta dalla delusione di una prima annata di serie A tutt’altro che brillante.
Gli sforzi del direttivo consentono a tanti tifosi non abbonati, per i più diversi motivi, di frequentare ugualmente lo stadio e culminano nell’organizzazione della cena sociale di dicembre, che vede la partecipazione straordinaria di due uomini fondamentali del Torino di oggi e di ieri: Paolino Pulici e Alessandro Rosina.
Intanto le trasferte si susseguono, con pullman sempre più pieni e agguerriti, fino a quello indimenticabile dell’esodo di Livorno.
Il ruolo del club gradualmente muta: non solo quello istituzionale di punto di riferimento dei tifosi granata in Lombardia, ma anche il motivo di aggregazione di un gruppo di amici, che si incontrano al di là delle peripezie, non certo esaltanti, della squadra.
In questo un ruolo non secondario è svolto dalla Asd Milano Granata, che calca i campi del milanese con onore e risultati sempre più incoraggianti.
La stagione 2008-09 è ancora in corso. Il Torino Club Gigi Meroni è ancora presente su tutti i campi della A e al secondo anello della Maratona, accanto al Maratona Club 1969. Non sappiamo ancora come andrà a finire, ma i granata sono qua!

 

TROFEO GIGI MERONI

Assegnato al miglior giocatore della stagione precedente

1969

Nestor Combin (stagione 67/68)

1985

Roberto Galbiati

1970

Giovanbattista Moschino

1986

Leo Junior

1971

Giorgio Ferrini

1987

Giovanni Francini

1972

Giorgio Puja

1988

Roberto Cravero

1973

Aldo Agroppi

1989

Giacomo Ferri

1974

Natalino Fossati

1990

Sergio Vatta

1975

 Luciano Castellini

1991

Silvano Benedetti

1976

Paolo Pulici

1992

Gigi Lentini

1977

Claudio Sala

1993

Roberto Mussi

1978

Francesco Graziani

2000

Mauro Bonomi

1979

Roberto Salvadori

2001

Marco Ferrante

1980

Eraldo Pecci

2002

Antonino Asta

1981

Giuliano Terraneo

2005

Tommaso Vailatti

1982

Renato Zaccarelli

2006

Andrea Ardito

1983

Beppe Dossena

2007

Alessandro Rosina

  2008Matteo Sereni

 PREMIO GIUSEPPE MASTROMARINO

 

Roberto Piantanida

 

Gaincarlo Camolese

2005

Urbano Cairo

2006

Brunella Zililoli

2007

Banfi Linda

2008

Muliari Gianpaolo 

 

PRESIDENTI

 

SEGRETARI

 

 

 

 

 

Angelo Muccinelli

1967-73

Bruno Fregoli e Ileana Piazzani

 1966-67 

vacante

1974-75 

Giulio Monzani

1967-74

Angelo Muccinelli

1975-81 

Graziano Gigli

 1974-75 

Tullio Liberati

1981-89 

Brunella Zilioli

1975-81

Piercarlo Nava

1990-92 

Mara Baratti

1981-85

Mauro Pirondi

1993-99 

Orsola Carenzio

1985-90

Vittorio Mancini

1999-07 

Brunella Zilioli

1990-99

Roberto Piantanida

 

 

1999-07

Maurizio Giuseppe Montagna

 

 

2007-.....

Ivano Falzone

 
WebMedie
Trykkeri kontorstole Renault
seo konference CMS